Firma anche tu contro la DISINFORMAZIONE di La Repubblica!

Chiediamo al quotidiano La Repubblica, a nome dei firmatari della presente, una pronta e tempestiva rettifica dell’articolo: “Lo studio italiano: il fumo di cannabis crea gli stessi danni polmonari del tabacco, ma più in fretta”, poiché non corrisponde ai risultati ottenuti dallo studio scientifico citato.


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Il parere di Cannabiscienza

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La lettera completa con la motivazione di questa raccolta firma

Alla cortese attenzione della redazione de La Repubblica,
in riferimento all’articolo pubblicato dal Vostro quotidiano in data 04/06/2020 nell’edizione locale di Bologna, recante il titolo “Lo studio italiano: il fumo di cannabis crea gli stessi danni polmonari del tabacco, ma più in fretta”, a firma di Marcello Radighieri, la redazione di Cannabiscienza, società di formazione scientifica sulla Cannabis Medica e il Sistema Endocannabinoide, ritiene opportuno condividere delle precisazioni per una puntuale divulgazione scientifica.

Alla luce della polemica sul ruolo della Scienza e della corretta informazione scientifica, di cui tutti abbiamo visto gli effetti durante questo periodo di pandemia, appare doveroso prendere posizione a favore di una corretta informazione e divulgazione scientifica.
Ciò che si evince dal titolo da voi pubblicato è che i danni causati dall’assunzione di cannabis tramite combustione siano paragonabili a quelli causati dalla combustione del tabacco. Ciò non corrisponde al vero.

Leggendo infatti il lavoro a cui fa riferimento l’articolo (pubblicato sulla rivista scientifica PLOSone), le conclusioni a cui giungono i ricercatori sono radicalmente opposte. Lo studio, ad opera di ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, coordinati dal Prof. Alessandro Stefani, docente di Chirurgia Toracica, è stato effettuato su 112 pazienti con pneumotorace, una grave patologia polmonare che richiede un intervento operatorio e che non rappresenta la condizione di salute della maggior parte dei fumatori, di Cannabis e non (come sottolineato dagli autori stessi). Attraverso un’analisi retrospettiva condotta dai ricercatori sul consumo ricreativo di questi pazienti, coloro che facevano uso di Cannabis (acquistata dal mercato nero, auto-somministrata a dosaggi sconosciuti, unita al tabacco e utilizzata tramite combustione), avevano un decorso post-operatorio peggiore e danni polmonari maggiori del gruppo che utilizzava tabacco da solo.

Come riportato dagli stessi autori dello studio citato, non è la Cannabis per se ma le modalità con cui si fuma la Cannabis in Italia ad essere responsabili di tali danni: ovvero mischiandola al tabacco e consumandola senza filtro. Questa modalità aggrava la condizione polmonare in pazienti già affetti dal pneumotorace.

Infatti i ricercatori riportano che: “è ragionevole che il barotrauma (il trauma pressorio e termico derivante dal fumare senza filtro), combinato con la tossicità diretta del particolato inalato (ovvero il catrame del tabacco), possa essere responsabile di gravi danni polmonari e dello pneumotorace”. Inoltre “le nostre scoperte non possono essere estese a tutta la popolazione di fumatori di Cannabis, altrimenti sani” spiegano gli autori dello studio, aggiungendo che “a causa dell'uso concomitante di cannabis e tabacco, non siamo riusciti a rilevare definitivamente un effetto isolato dovuto alla sola Cannabis”.

E’ doveroso riconoscere il tentativo parziale del giornalista di argomentare i contenuti della ricerca, che purtroppo vengono stravolti con un titolo sensazionalistico e oggettivamente scorretto. Riteniamo doveroso ricordare che centinaia di migliaia di pazienti in tutta Italia trovano sollievo con preparati a base di cannabis, la cui qualità e sicurezza è garantita dal mercato farmaceutico e che non prevedono né combustione né utilizzo di tabacco.

Queste persone spesso riscontrano enormi difficoltà nel ricevere il supporto medico e la continuità terapeutica di cui hanno diritto costituzionale, anche a causa di un diffuso stigma a tutti i livelli della popolazione, dal personale medico al legislatore; stigma non argomentato o argomentabile sulla base delle evidenze scientifiche, ma presunto dal contributo che titoli imprecisi e sensazionalistici innescano nella collettività, specie se pubblicati su testate nazionali.

Per questo motivo chiediamo al quotidiano La Repubblica, a nome dei firmatari della presente ,una pronta e tempestiva rettifica dell’articolo in questione.

Con i migliori saluti,
La Direttrice Scientifica, dott.ssa Viola Brugnatelli
Il caporedattore scientifico, dott. Fabio Turco

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